
La blasonatura dello stemma della Religione Domenicana è: Di bianco,
cappato, alzato di nero, caricato del cane corrente al naturale, ingollante
una torcia fiammeggiante posta in sbarra, timbrato di una corona all’antica
attraversato da un decusse formato da un gambo di giglio in banda fiorito e
fogliato al naturale e da una palma di martirio in sbarra al naturale, il
tutto sormontato da una stella di 8 punte d’oro. 2)
Il bianco 3) per il Frate domenicano è segno, simbolo di purezza e di
castità, mentre il nero, di rinuncia e di penitenza. 4)
Ma, oltre che nello stemma, tali smalti sono presenti anche nell’abito
religioso dei Domenicani, essendo, da sempre, il saio di bianco ed il
mantello di nero. 5)
La stella, per la tradizione domenicana, è simbolo di predestinazione e
segno personale di San Domenico, poiché si narra che, nel giorno del
battesimo, la madrina vide risplendere una fulgida stella sulla fronte del
Santo.
Il giglio è invece simbolo di integrità e moralità, mentre la palma
rappresenta, come ideale, il martirio. San Domenico, infatti, avrebbe
desiderato, nel predicare agli infedeli, nella fattispecie i Cumani,
conseguire il martirio.
Il cane rappresenta poi la fedeltà al messaggio evangelico, mentre la
fiaccola simboleggia la diffusione della Parola di Dio tra i fedeli e
gl’infedeli, per opera di San Domenico e dei Suoi figli spirituali, i Frati
Predicatori.
Il cane con la fiaccola è legato, infine, ad un racconto immaginifico.
Si narra, infatti, che la madre di San Domenico, al momento del parto, abbia
avuto la visione di un cane, con una fiaccola fiammeggiante tra le fauci,
correre, illuminando tutto il mondo.
Ma i Frati di San Domenico, i Domenicani Domini canes, sono anche i cani del
Signore, ossia i difensori della verità che azzannano gli eretici e
difendono il gregge di Cristo.
A completamento dell’analisi del simbolo domenicano, ne ricordiamo anche il
motto: "Laudare, Benedicere, Praedicare".