

Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio
davanti al Signore che ci ha creati.
Salmo 94,6
“In piedi profondamente inchinato, si umiliava dinanzi all’altare, come se
Cristo...fosse lì realmente e personalmente... Dopo aver pregato in tal modo
riassumeva la posizione eretta, poi inclinava il capo e fissando con umiltà
il Cristo, suo vero capo, confrontava la di lui eccellenza con la propria
bassezza...”
Questa maniera di inclinare profondamente il capo era il punto di partenza
delle sue devozioni. Analogo segno di umiltà egli lo esigeva dai frati in
onore di tutta la Trinità quando recitavano solennemente il «Gloria...»

Io sono prostrato nella polvere,
dammi vita secondo la tua parola.
Salmo 119, 25
“Spesso pregava completamente disteso con la faccia contro la terra
(=venia). Eccitava allora nel suo cuore sentimenti di compunzione,
richiama-ndo alla memoria e dicendo a voce alta «O Dio, abbi pietà di me che
sono un peccatore»... e piangeva emettendo gemiti...”
Talvolta, volendo insegnare ai frati con quanta riverenza dovessero pregare
diceva loro: «...Abbiamo trovato l’Uomo-Dio con Maria sua ancella. Perciò
venite adoriamolo e prostriamoci piangendo davanti al Signore Dio che ci ha
creati». E invitava anche i più giovani a piangere per i peccatori.

Sia benedetto Dio che non ha respinto
la mia preghiera, non mi ha negato
la sua misericordia.
Salmo 66, 20
“Per questo motivo si rialzava da terra e con una catena di ferro si dava la
disciplina”.
Da questo esempio del Padre venne nell’Ordine la disposizione che tutti i
frati nei giorni feriali la sera, dopo Compieta, ricevessero a dorso nudo la
disciplina con verghe di legno, recitando devotamente il Miserere o il De
profundis per le colpe proprie e per quelle dei benefattori.”

I nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.
Salmo 123,2
“In seguito davanti all’altare o nel Capitolo egli (in piedi e a mani
aperte) fissava lo sguardo nel Crocifisso, contemplandolo con incomparabile
penetrazione e davanti a lui si genufletteva più volte. Succedeva così che,
qualche volta, da dopo Compieta fino a mezzanotte, ora si alzava, ora si
metteva in ginocchio...Mettendosi in ginocchio gridava per i peccatori:
«Signore non imputar loro i peccati».
Sorgeva allora in lui un sentimento di grande fiducia nella misericordia di
Dio nei suoi riguardi e in quelli di tutti i peccatori e per la
conservazione dei suoi frati...”

Alzate le mani verso il Tempio
e benedite il Signore
Salmo 134, 2
“Talvolta si metteva davanti all’altare in posizione ben eretta, senza
appoggiarsi né sostenersi, con le mani aperte sul petto come (a sostenere)
un libro. E restava in piedi così con grande riverenza e devozione, come
leggendo alla presenza di Dio. Sembrava meditasse le parole di Dio,
ripetendole dolcemente a se stesso. Talvolta giungeva le mani, tenendole
fortemente unite davanti agli occhi e tutto chiudendosi in se stesso. Tal’altra
le alzava all’altezza delle spalle (come fa il sacerdote nella Messa), quasi
volesse tendere l’orecchio per udire meglio qualcosa....Avresti creduto
vedere un profeta intrattenersi con un angelo o con Dio...”

Il Signore è vicino a quanti lo invocano
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Salmo 145, 18
“Il santo padre Domenico alle volte fu visto pregare anche con le mani e le
braccia completamente aperte e stese a forma di croce, mentre col corpo
stava il più possibile eretto.
Questa forma di preghiera non era frequente, ma egli vi aveva fatto ricorso
quando, per divina ispirazione, sapeva che in virtù della sua preghiera
sarebbe avvenuto qualcosa di grande e di meraviglioso.
Così a Roma quando risuscitò il giovane che era morto cadendo da cavallo;
così a Tolosa quando salvò circa quaranta pellegrini inglesi che stavano
annegando nel fiume; così durante la celebrazione di una Messa.”

Come incenso salga a te la mia preghiera,
le mie mani alzate come sacrificio della sera.
Salmo 141, 2
“Spesso lo si vedeva, mentre pregava, protendersi tutto verso il cielo, come
una freccia scoccata dritta in alto: elevava le mani tenendole tese sopra il
capo, ora congiunte ora un po’ aperte come a ricevere qualcosa. Era rapito
fuori di sé.
Quando tornava in sé era come se venisse da lontano e lo avresti detto un
pellegrino...”

Sul rotolo del libro è di me è scritto
che io faccia il tuo volere.
Salmo 40, 9
“Il santo padre Domenico aveva anche un altro modo di pregare, assai bello,
devoto e simpatico...Questo buon padre, ammirevole per la sua sobrietà e per
lo spirito di devozione attinto nelle divine parole che si erano cantate in
coro..., subito si ritirava in un luogo solitario...per leggere o pregare,
raccolto in sé stesso e fissato in Dio. Si sedeva tranquillamente e, dopo
essersi fatto il segno della croce, apriva un libro e leggeva. E mentre
leggeva così in solitudine, faceva atti di riverenza vero il suo libro,
chinandosi spesso a baciarlo, soprattutto se si trattava del Vangelo o vi
leggeva riportate le parole proferite da Cristo. Poi...si alzava alquanto,
con riverenza, e inclinava il capo. Quindi di nuovo calmo e tranquillo
riprendeva a leggere.”

Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo
e segue con amore il suo cammino.
Salmo 37, 23
“Quando a piedi viaggiava, sovente si separava dagli altri e pregava da
solo. Si accendeva allora come fuoco ardente”. Da altre fonti sappiamo che
“ruminava dei salmi” cantava l’ «Ave maris stella» o il «Veni creator
spiritus»...”.
Avvicinandosi ad un paese pregava per i suoi abitanti.
“Aveva l’abitudine di passare assai spesso la notte in chiesa, a tal punto
che si pensava che mai o raramente egli usasse un letto...Pregava e
prolungava le sue veglie. Quando poi sopravveniva la stanchezza, vinto dal
bisogno del sonno, appoggiava la testa all’altare ... e riposava un momento.
Poi si risvegliava e riprendeva la sua fervorosa preghiera.”