
a cura delle Suore Domenicane del SS. Sacramento di Cerignola (FG)
Titolo originale dell'opera: "L'Eucarestia: un pensiero al giorno con P. A. Palladino".

Per la diffusione e l'incremento dell'Amore Eucaristico di Gesù siamo liete, in preparazione al Giubileo del 2000 di far conoscere alcuni "pensieri" del Servo di Dio Don Antonio Palladino, ardente apostolo dell'Eucarestia e Fondatore della Congregazione delle Suore domenicane del SS.mo Sacramento.
Che questi suoi brevi pensieri che riportiamo in questo opuscoletto irradino luce di fede, speranza e amore a Gesù-Eucarestia.
Sulle orme del Fondatore le Suore Domenicane, da lui volute, continuano a vivere, nel cuore della Chiesa, il loro carisma: «adorare l'Eucarestia e accompagnare i fratelli nel cammino verso Dio».
Siamo certe che la lettura e la riflessione di questi "pensieri" saranno motivo di grande conforto per tutti.
Le Suore Domenicane del Santissimo Sacramento.

Antonio Palladino nacque a Cerignola (FG) il 10 novembre 1881 da Giuseppe e Lucia Marinelli.
A undici anni entrò nel seminario di Ascoli Satriano (FG). Studente frequentò l'Apollinare di Roma dove si laureò in teologia.
Ordinato sacerdote, il 6 gennaio 1905, si dedicò inizialmente alla formazione dei giovani per i quali fondò, a Cerignola, il ricreatorio "Don Bosco" e il circolo "San Luigi".
Nell'aprile del 1909 divenne parroco di S. Domenico, una parrocchia molto povera, dove impegnò tutte le sue energie e realizzò in pieno il suo progetto di vero apostolo: "Tutte le anime a me affidate, tutte le condurrò a Te, e la mia vita non sarà che un olocausto per Te". Vi fiorirono con successo molte associazioni volute da don Antonio per la formazione umana, sociale e cristiana dei giovani.
Un male inesorabile lo colse a soli 44 anni. Ormai prossimo alla fine, rinnovò, quale vittima, l'immolazione della sua vita al Signore, mentre affidava alle sue collaboratrici, con a capo Sr M. Angela Vasciaveo, le opere da lui iniziate: particolarmente la fondazione della nuova Congregazione.
Le sue ultime parole, mentre il suo sguardo era fisso sull'Ostia santa che riceveva sul letto di morte, furono quelle dell'apostolo Paolo: "Cupio dissolvi et esse cum Cristo" (desidero morire ed essere con Cristo). Era il 15 maggio 1926.
La "Congregazione delle Suore Domenicane del SS.mo Sacramento" e la "Pia Opera del Buon Consiglio" sono le perle della sua corona di gloria in Cielo e, sulla terra, la testimonianza della sua vita operosa e del suo spirito ardente verso l'Eucarestia.
Santissima Trinità, degnati di glorificare il tuo servo don Antonio Palladino
che in terra Ti amò in modo singolare ed eroico consumandosi nel ministero pastorale
per la tua gloria e per la salvezza delle anime, suscitando vocazioni alla vita consacrata nella Congregazione delle Suore Domenicane del SS.mo Sacramento
da lui ardentemente voluta,
e sanando le infermità morali, fisiche e sociali del suo tempo.
Concedimi la grazia che con insistenza Ti domando, o augusta Trinità,
e che affido all'intercessione di don Antonio
e della Vergine SS.ma Madre del Buon Consiglio, di cui egli fu particolarmente devoto. Amen.
un Padre nostro, Ave, Gloria.
Con approvazione ecclesiastica
+ Giovan Battista Pichierri
vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano
Le persone che ricevessero grazie per intercessione di don Palladino, sono pregate di darne notizia alla Pia Opera del "Buon Consiglio", via Sac. Antonio Palladino, 4 - 71042 CERIGNOLA (FG).

Avanti! Se Gesù ti vuole, non ti mancherà la grazia necessaria: un pò di sforzo per vincere il rispetto umano nel fare il passo ... e tu sarai di Gesù.
Abbracciata alla Croce di Gesù, segui il Maestro divino su per il doloroso monte del Calvario: metterai i tuoi piedi sulle orme insanguinate del tuo Gesù e l'accompagnerai fin sulla cima.

Dalla cima del monte Calvario guarderai meglio la vanità delle cose mondane; vedrai chiaramente la nullità degli affetti umani; gusterai quanto sia dolce e soave vivere per Gesù, sacrificarti per Gesù, morire per Gesù.
Sarai tu docile all'azione di Gesù, come sono docili i fiori all'azione dell'attento giardiniere?!
Immagina Gesù che, profugo e pellegrino, domandi a te ospitalità.
Vorrai negargliela? ... Ricordati che ospitare i pellegrini è opera di misericordia: che sarà poi se fatta per Gesù?

L'anima tua è stanca, assetata di luce e di amore, lungamente ha sospirato una fonte per dissetarsi, ma invano ...
Ecco Gesù ti ha aperto la vera fonte: la Santa Comunione.
Và! Corri con il medesimo ardente desiderio che anima il cervo assetato alle fresche acque e tu avrai luce ed amore.

Pellegrina, la povera anima tua in questo deserto, sospira un luogo dove potersi riposare. Eccoti la Santa comunione!
Con questa Gesù attenua il calore delle passioni, ti sottrae all'azione della bufera infernale, ti fa godere la gioia del riposo.
Va, dunque ... e riposati!
La Santa Comunione è l'oasi celeste.

Nata l'anima tua alla grazia di Dio sente già il bisogno di un cibo che la mantenga integra e buona in mezzo alle battaglie morali.
Questo cibo te l'appresta Gesù nella S. Comunione nella quale ti ha preparato in cibo Se stesso.
Vorrai dunque veder languire per fame la povera anima tua senza darle il cibo ristoratore?
Il tuo cuore si commuove al dolore dell'innocente.
Ebbene, l'innocentissimo Gesù soffre: é perseguitato, cercato a morte da chi Egli infinitamente ama.
Che farai? ... Gesù soffre, e tu? Va! Consolalo, unisciti a Lui, nella sua vita di perfetta immolazione, con la S. Comunione, ed avrai consolato Gesù, il vero Martire innocente.
Sospira l'anima tua il paradiso e per lungo sospirare si rattrista e geme.
Ma fatti animo: ecco il buon Gesù darti un pegno sicuro della cara patria nella SS.ma Eucarestia.
Avvicinati al divin Sacramento: ricevi Gesù. E'sicura garanzia!
E'Lui che, dopo questa mortal carriera, in Paradiso sarà l'eterno tuo riposo!

Il Maestro è qui e ti chiama.
Così a Maria, la sorella di Marta.
E così pure a te, parla la Chiesa invitandoti alla S. Comunione.
Te felice se, ad imitazione di Maria, tutto lascerai per correre da Gesù, unirti al suo Cuore Sacramentato, adorarlo nel segreto dell'umile preghiera ... apprenderai la vera sapienza!
Gira la dorata farfalla intorno al lume fin tanto che vi si getta, infiammandosi tutta.
Tu pure, destinata a formare l'angelica farfalla, non indugiare più a gettarti nel gran lume divino che ti ha attratta.
La S. Comunione, lume divino, t'infiammerà tutta ... e tu fuoco potente sarai di fede, di speranza, di amore.
Ama Gesù, il Papa: velo candidissimo questi è della potenza sua infinita.
Come suoi gli osanna, suoi son pure gli insulti a lui diretti;
E Gesù ne soffre!
Confortalo tu con le S. Comunioni, riparatrici ...
meno duro gli sarà il barbaro rinnovarsi dell'amara sua Passione, quando a consolarlo accorrerà pietoso l'amore che ripara.
Più che tenerissima madre alimenta Gesù di Sé le anime, formando un nido dove al sicuro li pone da ogni funesta azione del nemico.
Misero chi, avido di libertà, se ne allontana ... corre così in braccio a satana!
E tu, và pure al Tuo Signore;
Egli ti aspetta ... la Carne sua tu avrai in cibo ... nel suo Cuore riposerai ... nel dolce nido tu avrai la pace e la felicità.

Come al pozzo di Giacobbe Gesù nel Santo Tabernacolo, stanco degli abbandoni e dei tradimenti, sospira per la gran sete che lo divora;
Tu che al mattino Lo ricevi per avere l'acqua che ti rianimi, perché non ti studierai di riceverlo ancora per smorzargli la sete misteriosa? L'acqua che ti chiede è la Comunione sacramentale riparatrice. Gliela negherai tu?
Come se in Cielo non fosse felice, brama Gesù esserlo nelle anime, comunicando loro, in dolcissima estasi, la manna sua divina, che a Sé le congiunge con arcane, purissime nozze.
Oh! Se intendessi bene il dolce invito di Gesù! Se tu conoscessi bene il dono di Dio!
Va! Gesù ti aspetta: un anello tu avrei di non caduco amore: sposa ti dirà del Suo Cuore divino, il celeste, castissimo Sposo ...
All'anima tua pellegrina una promessa fu fatta di una grande, eterna mercede: Se stesso il Signore promise!
Ne dubiti forse?
Eccoti nella Santa Eucarestia il degno, reale, verissimo pegno.
Si rinverdisca dunque la tua speranza, si accresca il tuo desiderio del Paradiso: se hai Gesù per pegno, può essere dubbia la grande, eterna promessa?

Tu soffri e soffri assai: le croci, le spine, i dolori della vita troppo tu li risenti e ne soffri!
E nella acerbità delle tue sofferenze, non intendi la voce che grida: venite e vi guarirò?
Va! E'la voce di Gesù che t'invita: và con fede, con amore: sentirai anche tu il benefico effetto del delicatissimo tocco della Mano sua divina.
Dalla diuturna e fiera lotta, stanca, l'anima tua, un riposo cerca che la rinfranchi e la sollevi, ma non lo trova.
Gli amici ti hanno abbandonato; i nemici sono più fieri ... povero cuore!
Ma vieni qui, avvicinati a questa mensa, a questo Pane celeste di pace e di felicità divina: vieni a questo Cuore: ai suoi forti battiti ti addormenterai.
.. Gesù sarà il tuo dolce e vero riposo. Vieni!
E ti consacrasti a Lui, e, nella gioia dell'anima tua, volesti essere Sua ... suo riposo.
E Gesù venne a te lungamente ... ansiosamente ricercato alfine trovò il cuore amante e Egli si stette e ... si riposò.
Che fai ora? Circondi Gesù di delicate, squisite finezze di amore? Hai Gesù nel cuore come lo possiede la marmorea gelida custodia?
Hai voluto Gesù: ... dolce, ambito tesoro!

Alle opere si appellò Gesù ed i discepoli del Battista si convinsero che Egli i era proprio il Messia promesso, l'Amico fedele della languente Umanità!
Tu dici di essere l'amico fedele di Gesù Sacramentato, ma puoi fare appello alle opere per dimostrare la tua fedeltà al celeste Amico?
Abbi fede nella SS.ma Eucarestia e ricordati che senza le opere la fede è morta e tu non sei amica fedele.


Che fai? Dormi ancora?
Su! Svegliati: è già ora!
Non senti la voce che grida: apparecchiatevi ... ecco si avvicina la vostra Redenzione?
Orsù, dunque, sorgi, deponi la mestizia, il lutto ... lo Sposo è alla porta. Va! Aprigli tutto il tuo cuore: non altro Egli brama!
Quando sentirai le campane annunzianti l'elevazione dell'Ostia santa: in quel momento ti offrirò a Gesù.
Dorme Gesù nella squallida sua culla ed il Cuor suo batte d'amore per te!
Che fai? Perché muta ti stai? Gesù vuole dormire il suo sonno di pace!
Su, su! Canta per Lui, con gli Angeli, la bella nenia di un amore forte, tenero e santo!
Gesù, Verbo di Dio fattosi carne, ora prostrati adoriamo presente in quell'Ostia. Egli è veramente l'Emanuele, il Dio con noi che comunicandosi alla creatura infonde nell'anima dolcezza, gioia, forza ...
Oh incomprensibile ed ineffabile carità dell'Uomo-Dio!
Al bisogno dell'umana natura volle soddisfare con il dare tutto Sé stesso racchiuso sotto le apparenze di pane per essere intimo a tutti.
Egli, Verità eterna e pur fatta temporale, s'è voluto abbassare nell'Ostia per comunicare all'uomo la Vita.
... bisogna trovare un rimedio, un aiuto validissimo per scongiurare tanto pericolo. Esso è proprio e unicamente Gesù-Eùcarestia. Egli è la vera via per la quale incamminandosi la Società potrà conseguire la pace e la salute.
Come non potete ricordarvi di quel Gesù mentre tutto ciò che siete e che godete parla di Lui? Non potete ricordarvi di quel Gesù che nella sua vita mortale ed anche ora, alla destra del Padre celeste, ha di voi un continuo, caldo, efficacissimo ricordo? Non c'è motivo che vi dispensi dalla visita a Gesù, che vi scusi dall'avere per il nostro caro Dio quei riguardi che usate avere verso voi stessi. Ricordatevi, dunque, sempre di Gesù Sacramentato.
Come gli Ebrei, che nel deserto sostenevano le fatiche del ritorno nella patria con il rifocillarsi della manna, cibo mandato loro miracolosamente da Dio;
come Elia che, cibatosi del pane partatogli dall'angelo, poté proseguire ardito e vigoroso il lontano viaggio;
così l'uomo cibatosi di quel Pane, diventa quasi partecipe della natura divina, si unisce a Dio e si rende forte per proseguire il cammino per l'eternità.
Nelle vostre occupazioni elevate spesso il vostro cuore a Lui ed esprimetegli con una giaculatoria la vostra profonda adorazione, il vostro amore.
Portatevi qui, presso il Tabernacolo, con il cuore, nelle ore della notte quando forse il sonno vi sfugge dalle ciglia, e, con la mistica lampada, tenetegli amichevole compagnia.
Felice quell'uomo che si ciba di quelle carni immacolate ed è redento alla vera libertà! Venite, o voi tutti anelanti alla libertà, o voi che la predicate ... venite, cibatevi di quel Pane di vita eterna ed imparerete qual libertà è servire il Cristo.
Accostiamoci riverenti a quella sacra mensa, cibiamoci di quel Pane forte, inebriamoci di quel Sangue preziosissimo.
Operiamo!
L'alba attesa è pur spuntata, il mattino ... già ci sorride.
Suvvia, operiamo!
Il "termine" che designa e caratterizza la nostra famiglia religiosa è che noi siamo: "domenicane del Santissimo Sacramento".
L'Eucarestia è all'origine della nostra fondazione e la finalità della nostra attività: " ... l'impegno di apostolato è incentrato sul mistero dell'Eucarestia e sulla irradiazione della Carità" che ne è sicuramente l'espressione più chiara (LCC. n.l).
E'questa l'eredità che, a noi suore, è stata lasciata dal nostro fondatore P. Antonio Palladino e, con lui, dalla nostra fondatrice, Madre Tarcisia Vasciaveo.
Fu proprio l'Eucarestia che legò per sempre insieme, in mirabile simbiosi spirituale, queste due grandi anime adoranti di cui Dio si è servito: del primo per iniziare la fondazione e della seconda per proseguire e assicurare lo sviluppo della nostra Congregazione con tutte le sue attività operative.
Questa "opera", possiamo pensare, non poteva nascere e svilupparsi, né potrà mantenersi in futuro senza un vero amore a Cristo nascosto nel Tabernacolo che insegna alla fatica, al sacrificio, meglio alla donazione totale di sé. Non senza motivo il P. Palladino volle delle anime vittime, a fondamento della sua opera, che avessero come unico loro sostegno l'adorazione eucaristica.
Egli stesso era più che esercitato in questo genere di preghiera e trascorreva lunghe ore, anche della notte, dinanzi al Tabernacolo, come possiamo leggere nelle testimonianze di numerose persone delle quali alcune ancora viventi.
Uguale fervore eucaristico si riscontrò nella Madre Tarcisia e tanto profondo da far pensare ad una speciale missione, ricevuta dal Signore, per l'apostolato eucaristico.
Non si stancava mai di raccomandare particolarmente alle suore l'amore a Gesù Eucarestia fino a desiderare il martirio per la diffusione della fede. Sul letto di morte, al termine della sua breve vita (1896-1941), caratterizzata dalla sofferenza direttamente proporzionata al suo grande amore per la Vittima eucaristica, poté confessare alle sue figlie: «Sono contenta di poter offrire il sacrificio della mia vita per voi!». E poi, dopo aver fatto appello alla misericordia di Dio promise: «Me ne vado al Cielo ... quello che non ho saputo fare, di lassù, con l'aiuto di Dio, potrò meglio ottenervelo ... non abbandonate mai l'orazione, pregate, pregate sempre!».
In questa scena, facile a ricostruire, potremo ritrovare qualcosa di anticamente familiare ad ogni anima domenicana. Ci sembra riascoltare le stesse parole di S. Domenico che tutti i domenicani (frati, suore, laici) usano cantare: «Adempi, o Padre, ciò che hai detto, che ci avresti aiutato con le tue preghiere».
Siamo convinte che il vasto, aperto campo delle opere assistenziali e pastorali, che ci sono affidate darà sicuramente frutti abbondanti se continueremo a distinguerci per l'amore verso l'Eucarestia. Il SS.mo Sacramento diviene perciò il naturale centro di conversione per lunghe ore di adorazione delle suore che dal quel centro vogliono partire a prolungare la «carità di Cristo».
Le Suore domenicane del SS. Sacramento vivono in comunità dislocate in gran parte non lontano da Cerignola (FG), loro luogo di origine e dove sono venerate le spoglie dei "fondatori". Ma sono operanti in altre regioni d'Italia e in Brasile: a Catalao e a S. Paolo e inoltre in Costa D'Avorio e in Bangladesh.
Le suore sono oggi impegnate in scuole materne ed elementari, in scuole di cucito e di musica e reggono alcuni Istituti, a dimora temporanea, per l'accoglienza a ragazzi e ragazze in difficoltà. La loro presenza è molto preziosa anche nelle attività parrocchiali : catechesi, animazione liturgica, canto; assidua, infine, la pastorale familiare e visita agli ammalati.
Ogni anno le suore organizzano dei campi estivi di formazione per ragazzi e ragazze e "campi di orientamento. vocazionale" per signorine che vogliono conoscere più da vicino la spiritualità della Congregazione o venirne a far parte.
Per informazioni rivolgersi a:
Superiora Generale: Sr Tarcisia Ippolito, op. Via di Selva Candida, 30 - 00166 Roma. Tel .. 06-615.62.182.