Congregazione Suore Domenicane

Istituto S. Vincenzo

Nelle missioni

Le nostre Comunità attualmente si trovano soprattutto nella zona di Cerignola, provincia di Foggia, il luogo d'origine della Congregazione e dove sono custodite e venerate le spoglie dei nostri Fondatori: il servo di Dio Mons. Antonio Palladino e la venerata M. Tarcisia Vasciaveo.

Siamo a Foggia, Ortanova, Ascoli Satriano; a Roma, a Firenze, Benevento, Napoli ......

FIRENZE S. Marco: Il Crocifisso e S. Domenico. (B. Angelico).

L'ideale missionario, nella nostra Congregazione è vivo, anche qui in Italia, soprattutto se pensiamo alle nuove vocazioni che abbiamo accolto dalla Costa d'Avorio e dal Bangladesh e per le concrete prospettive che per il prossimo futuro ci legano vitalmente a quelle terre. Abbiamo già delle consorelle native di là.

Ma è in Brasile che è ormai affermata la nostra presenza con opere già ben avviate e promettenti. Siamo a Catalao, a S. Paolo e a Embu.

Le tre comunità, dopo circa 15 anni di presenza apostolica, hanno la gioia di avere, come loro membri, un bel gruppo di giovani suore indigene. Si potrà così diffondere maggiormente tra il popolo quella ricchezza spirituale di cui, come domenicane del SS.mo Sacramento, siamo portatrici.

In Brasile sono molteplici le attività di bene delle nostre suore: hanno la scuola, sono impegnate nell'assistenza e formazione dei minori: bambini e adolescenti che sperimentano ogni tipo di povertà.

Merita evidenziare soprattutto il contributo che le Suore danno per l'animazione pastorale e la formazione dei catechisti, e anche lo sforzo che fanno, a livello sociale, per la difesa dei diritti umani.

Tutto è svolto sempre in collaborazione con numerosi e validi operatori laici.

Se Dio vorrà, saremo presto in Costa d'Avorio e in Bangladesh.

Con la gente povera ma semplice e buona di quelle terre vogliamo condividere i problemi, apprezzare le loro doti ed essere piccolo ma reale segno di speranza.

Dà grande conforto vedere le giovani ivoriane che chiedono con entusiasmo di seguire Gesù secondo il nostro carisma. Saranno anche loro apostole capaci di fortificare tante persone nella fede e nell'amore a Gesù Eucarestia e per mezzo di Gesù portare aiuto ai "piccoli".

L'ideale missionario è nel sangue domenicano più che nel suo carisma e porta ogni seguace di S. Domenico alla sete inesausta della salvezza delle anime.

Nei secoli della sua storia l'Ordine dei Predicatori - questo è il vero nome dei domenicani - ha avuto sempre grandi e intrepidi missionari. S. Giacinto di Colonia, S. Vincenzo Ferreri, S. Ludovico Bertrando, S. Raimondo di Penafort, S. Giovanni Macias come S. Martino de' Porres furono grandi santi missionari domenicani.

L'attività missionaria fu in ogni tempo il "termometro" segnalatore della vitalità stessa dell'Ordine che cresce in misura della intesa operosità dei suoi missionari.

La nostra Congregazione ha saputo cogliere l'elemento missionario domenicano come essenziale alla propria vita e si è manifestato fin dall'inizio con grande slancio.

E proprio per assicurarsi questa caratteristica missionari, irrinunciabile del carisma domenicano, i nostri Fondatori e le prime suore hanno messo in evidenza la adorazione eucaristica, continua e con particolare cura.

Non che essi hanno ordinato la contemplazione all'azione apostolica, come mezzo subordinato al fine, ma perché erano consapevoli, secondo la spiritualità domenicana, che la contemplazione è la sorgente, la causa della vita apostolica.

L'insegnamento della teologia come la predicazione, per il domenicano, debbono infatti scaturire dalla pienezza della contemplazione: "ex plenitudine contemplationis" scriveva San Tommaso che indicava la vita apostolica come più perfetta della vita solo attiva o solamente contemplativa.

Alcune nostre sorelle di Costa d'Avorio, Congo, Bangladesh in formazione presso la nostra casa "Madonna di Pompei" di Ascoli (FG).

A conclusione ci piace indicare, in sintesi, la finalità operativa della nostra Congregazione con quanto leggiamo in una delle "Testimonianze sulla Fondatrice": la finalità della Congregazione fondata da Sr Tarcisia Vasciaveo è:

<<L'educazione della gioventù, per mezzo di asili infantili, scuole, laboratori, educandati, orfanotrofi, offre alla Congregazione il più vasto campo di apostolato, avendo di mira specialmente i piccoli centri: borgate, villaggi che facilmente sfuggono alle grandi istituzioni>> (Cronistoria della Congregazione: p.20).

Le Suore Domenicane del SS. Sacramento, con l'aiuto spirituale della preghiera e del consiglio dei fedeli o dei pastori della Chiesa e particolarmente con la presenza, tra le loro file, di nuove giovani generose, vogliono continuare a portare a tutti gioiosamente e generosamente il loro carisma...

BRASILE Quadri della nostra Missione

La Madre Generale con due missionarie e alcune ragazze del Brasile.

Un nostro Santo Patrono nelle Missioni: SAN MARTINO DE' PORRES (domenicano)

Assieme a Santa Rosa da Lima, S. Martino è uno dei sani più venerati in America Latina: immensa è la devozione che particolarmente gli indigeni sudamericani nutrono per questo santo.

A 15 anni entrò come laico nel convento domenicano del S. rosario di Lima da dove subito, avvalendosi della sua pratica medica "arricchito" da grazie particolari, si mise a servizio dei sofferenti e divenne benefattore dei poveri che accorrevano a lui numerosi e si occupò, erigendo per essa un collegio, della gioventù abbandonata e povera difendendola dalle insidie morali. Procurò per essa una formazione generale religiosa e anche un mestiere o la dote per il matrimonio delle giovani.

Anche nel convento collocò una cucina per i poveri e temporaneamente vi aprì anche un reparto di ospedale.

Per la sua umiltà e saggezza, divenne consigliere di moltissime persone anche di alto ceto che andavano da lui.

Le molteplici opere e iniziative di misericordia e carità sgorgavano in fra Martino da profonda spiritualità: ancor prima di farsi religioso faceva lunghe ore di preghiera e flagellazioni, in ginocchio, davanti al Crocifisso verso il quale fu visto elevarsi per baciare la piaga del costato. Fu canonizzato da Papa Giovanni XXIII° il 6 maggio 1962.

Invocato come particolare patrono per le opere di giustizia sociale e pacificatore delle razze e, particolarmente in Perù, dei gruppi ospedalieri e dei barbieri, è anche il nostro particolare patrono per le opere che svolgiamo nelle nostre missioni in Brasile perché partecipi del suo spirito possiamo, anche noi, corrispondere, meglio possibile, ai bisogni nuovi del nostro tempo.

La Cattolicità della Chiesa si manifesta in modo particolare nell'apostolato missionario, attuato dai missionari aiutati spiritualmente e materialmente da tutti i membri della Chiesa, la quale continua la missione salvifica di Gesù, mandato dal Padre (Gv. 20,21) per rigenerare e riunire tutti per il Regno dei Cieli. (De Oecum. n2)

L'attività missionaria è assolutamente necessaria perché la salvezza portata da Cristo sia diffusa in tutto il mondo.

 

La contemplazione, lungi da intralciare o attenuare l'opera apostolica con le ore di raccoglimento e preghiera che esige, ne diventa invece la limpida e inesauribile polla, tanto che può dirsi fallire il nostro apostolato tutte le volte che la contemplazione nostra si attenua e si dilegua: senza di essa, senza temprarsi a questa sorgente, l'animo preda dell'orgoglio intellettuale, si allontana dal modello di preghiera che risplende in San Domenico, avvinghiato alla croce di Cristo Crocifisso e che Don Antonio e poi Madre Tarcisia seppero imitare pienamente.

Siti Partner