
"Domenico, tuo padre, ha ordinata la navicella sua legata con questi tre funicelli: con obbedienza, continenzia e vera povertà...>> (S. Caterina, Dialogo cap. 158).
I "voti" sono la risposta più piena ai "consigli evangelici" e il segno più essenziale della nostra consacrazione al Signore. Essi dicono la nostra "appartenenza" al Signore al quale va l'offerta piena di noi stessi.
Dei meravigliosi richiami che sui "voti" fanno le nostre Costituzioni riportiamo quello messo in evidenza, nel Giubileo dei consacrati (2 febbraio) del Santo Padre: "... voi siete proiettati verso l'attesa del ritorno dello Sposo. La testimonianza escatologica appartiene all'essenza della nostra vocazione. I voti di povertà, di obbedienza e di castità per il Regno di Dio costituiscono un messaggio che voi lanciate al mondo circa il definitivo destino dell'uomo. E' un messaggio prezioso.
... Lo Spirito ci conduce verso una speciale esperienza di Cristo. Con la forza rinnovatrice del suo amore, Egli vuol fare di voi testimoni efficaci di conversione, di penitenza, di vita nuova.
Avere il cuore, gli affetti, gli interessi, i sentimenti polarizzati su Gesù costituisce l'aspetto più grande del dono che lo Spirito opera in voi. Vi conforma a Lui casto, povero e obbediente. Ed i consigli evangelici lungi dall'essere una rinuncia che impoverisce, costituiscono una scelta che libera la persona ad una attuazione più piena delle sue potenzialità".

<< con i voti voi siete proiettati verso l'attesa del ritorno dello Sposo... chi attende vigile il compimento delle promesse di Cristo è in grado di infondere speranza anche ai suoi fratelli e sorelle, spesso sfiduciati e pessimisti riguardo al futuro>>. (Vita consacrata, 27)
<<Nell'Ordine domenicano l'obbedienza è stata ritenuta sempre il fulcro della propria consacrazione a Dio e di tutta la vita religiosa e comunitaria>> (Cost. 43).
<<La suora con la professione dell'obbedienza offre a Dio la piena donazione della propria volontà, come sacrificio di se stessa, in unione al sacrificio di Cristo, e per mezzo di esso, in maniera più salda e sicura, si unisce alla volontà salvifica di Dio>>. (Cost. 35).
<<Con il voto di obbedienza la suora si impegna a eseguire le disposizioni che le superiore ritengono opportuno dare in conformità con le Costituzioni. Anche al Sommo Pontefice, quale supremo superiore, si è tenute ad obbedire in forza del voto>>. (Cost. 36).

... <<a gloria di Dio, nella ferma volontà di consacrarmi... nelle mani della Reverenda Madre... faccio voto di castità, povertà e obbedienza secondo la Regola di S. Agostino e le Costituzioni delle Suore Domenicane del SS. Sacramento...>>

"Mi ciberò ogni giorno dell'Agnello Immacolato ed Egli stesso farà puro, casto e mondo il mio cuore che a Lui irrevocabilmente ho consacrato" (Madre Tarcisia).
<<Il voto di castità ci impegna a vivere nel celibato e ad evitare ogni atto interno ed esterno contrario alla castità stessa, aderendo al Signore con tutte le nostre energie. (Cost. 21).
<<La sorgente più autentica della nostra castità consacrata è l'Eucarestia, carne e sangue verginale dell'Agnello immolato e risorto>> (Cost. 23).
<<Con la professione di castità perfetta nel celibato, le suore scelgono Cristo come loro sommo amore e si legano a Lui con il vincolo sponsale di un amore unico, indiviso e definitivo>> (Dir. 16)

"Dio ama chi dona con gioia".
Signor mio e mio Dio! Toglimi tutto ciò che mi trattiene lontano da TE, donami tutto ciò che mi aiuta a venire a TE, prendimi e donami tutto a TE (S. Nicola di Flùe).
"figli miei abbiate la carità, osservate la umiltà e possedete la povertà volontaria" (S. Domenico).
<<La povertà volontariamente abbracciata per amore di Cristo, ci rende partecipi della stessa povertà del Signore che, da ricco quale era, si fece povero per noi allo scopo di farci ricchi di tutti i suoi doni>> (Cost. n.26)
<<La povertà religiosa esige, in forza del voto, la dipendenza dalla superiore nell'usare e disporre dei beni materiali ... del loro uso e usufrutti liberamente ...>> (Cost. 28);
<<dipendenza gioiosamente accettata... nel fiducioso abbandono nelle mani della Provvidenza... nel serio impegno del lavoro quotidiano>> (Cost. n.29).
