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Congregazione Suore
Domenicane
Istituto S. Vincenzo
P.zza Duomo 71042 Cerignola (FG)
Tutto su di noi, i nostri fondatori e la nostra congregazione (chi siamo e cosa facciamo):
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Suore.html
Dove siamo...(tutto su Cerignola non ancora presente... il territorio, la storia, il santo padrono...ecc..):
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Dove-Siamo.html
Nella sezione contattaci si può trovare un modulo da compilare e spedire via e-mail:
http://digilander.libero.it/SuorNicoletta/Contattaci.html (da aggiungere il pulsante skype me)
Abbiamo inoltre creato la sezione ultime notizie:
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Ultime-Notizie.html (questa sezione servirà per essere aggiorni sulle ultime notizie riguardanti la catechesi, la scuola, ed altro...ma la sezione non è ancora pienamente funzionante)
Spero invece con tutto il cuore che prenda il volo la sezione Aiuti Umanitari...:
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Aiuti-Umanitari.html questa sezione è in fase di nascita... qui un giorno verrà anche ubicata la sezione del sito per l'eccomerce...
Una sezione che riguarda il nostro fondatore... in prima pagina:
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/I-nostri-Fondatori.html
Questo è il link per la sezione scuola: http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Scuola.html . E' un link fondamentale per gli alunni della nostra scuola... di utilità anche per i genitori, che possono così interessarsi maggiormente su quello che fanno i loro bambini nella nostra scuola, sia elementare che materna. C'è tutto per singola materia e attività svolta... forse anche corredato da qualche foto o anche file audio o video... quindi è una bella sezione.
Ogni domenica la catechesi ai bambini nei nostri locali:
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/intranet/index.php?option=com_content&task=section&id=5&Itemid=29 qui c'è una sezione importante per gli avvisi ai nostri bambini, e a tutti i bambini della parrocchia del Duomo di Cerignola. Il link per sapere di più su quello che facciamo di Domenica è:
Da non tralasciare la sezione preghiera... utilissima ed essenziale... sicuramente la più importante di tutte le sezioni... qui è possibile trovare tutte le nostre preghiere, ordinate per giorno e ora... in più è predisposto il nostro canale televisivo... non del tutto funzionante... il link per la sezione della preghiera è:
http://www.istitutosanvincenzocerignola.it/Preghiera.html
Spero che il nostro sito sia di vostro gradimento, ma soprattutto di vostro interesse... inoltre cerchiamo sempre idee nuove, quindi non esitate a contattarci e a comunicare il vostro pensiero e idea...
Leggendo qui troverete inoltre altre informazioni su chi siamo... dove siamo... i nostri fondatori... e tutto quello che ci gira intorno:
Il fine generale della Congregazione
delle Suore Domenicane del SS. Sacramento è la santificazione dei
suoi membri mediante l’esatta osservanza dei tre voti religiosi, della
Regola di San Domenico e delle proprie Costituzioni. Il fine
particolare e speciale è la cooperazione al trionfo di Gesù Eucarestia e del Papa. Lo spirito dell’Istituto è
la completa immolazione di sé per consolare il Divin Cuore Eucaristico e soddisfarlo nella sua mistica sete
di comunicarsi alle anime. In unione con Gesù Ostia, Divina Vittima dell’Altare,
offre riparazioni al Divin Padre per placarne l’ira e soddisfare la
sua Giustizia specie per i peccati che si commettono
d’indifferenza verso la Santa Comunione e d’insubordinazione verso il
Papa. Pia Opera del Buon Consiglio.
Mezzi per raggiungere il fine: la Santa Messa con la Santa Comunione quotidiana;
l’adorazione eucaristica frequente, con solenne esposizione del SS.
Sacramento ed insieme una vita d’intenso apostolato esplicantesi principalmente
nel promuovere la Comunione quotidiana, facendo apprezzare ed amare questo
dono Divino con la piena comprensione dell’ardente desiderio del Cuore
Eucaristico di darsi in cibo alle anime. Pratica dell’Ora Santa tutti
i giovedì, tutti i giorni preghiere speciali per il Papa, per i Sacerdoti,
e per la diffusione del pio uso della Comunione quotidiana. Si solennizzano
tutte le feste eucaristiche: ogni anno solenne Ottavario eucaristico, o
almeno un triduo, con Comunione generale, ritiro per prime Comunioni, Esercizi
spirituali in preparazione al Precetto Pasquale. Detto apostolato è
ancora esplicato con l’Opera del Catechismo, prime Comunioni, Cresime,
Esercizi spirituali, scuole, laboratori, orfanotrofi femminili e tutto ciò
che possa essere utile all’attuazione del santo scopo che l’istituzione
si prefigge. Inoltre la Congregazione si dedica in modo speciale alla preparazione
della duplice materia del Divin Sacrifizio, alla lavanderia della biancheria
che serve al culto e alla confezione degli arredi sacri per chi ne facesse
richiesta. Le Suore Domenicane del SS.Sacramento con Padre Domenico Abbrescia, primo postulatore della causa di beatificazione
L’Istituto professa una illimitata devozione e speciale amore al Sommo
Pontefice, e cerca di soddisfarlo nei suoi minimi desideri, e a tal scopo
aiuta e incoraggia per quanto è possibile alle proprie forze l’Azione
Cattolica Femminile. Dà a tutte le feste in onore del Papa la maggiore
solennità possibile e cerca in tutti i modi di diffondere la conoscenza,
l’amore e la filiale sudditanza dovuta. Tutte queste opere non si
stabiliscono in tutte le Case, ma vengono distribuite a seconda delle richieste,
dei disegni e delle possibilità locali. Siccome questa Congregazione,
secondo il fine che si propone si può estendere ovunque ed apre le
sue Case ove si speri maggior servizio e aiuto delle anime, le Religiose
devono essere disposte ad andare ove l’obbedienza le manda. Si richiede
dalle Religiose: una buona educazione, uno spirito e giudizi rettissimi,
un’anima generosa e docile, una totale indifferenza per i luoghi e
gli impieghi ai quali saranno chiamate dall’obbedienza, un vero e
serio proposito di tendere ad una vita di perfezione, di abnegazione e oblio
di se stesse e d’immolarsi incessantemente secondo i fini dell’Opera.
Il Postulato dura sei mesi e si può prolungare o abbreviare secondo
quanto credono i Superiori. Il Noviziato dura un anno, dopo si è
ammesse alla professione temporanea che dura tre anni; dopo i tre anni si
fa la professione perpetua. Mons. Antonio Palladino, ispirato dall’esempio
di san Domenico, del quale era particolarmente devoto, cercò molte
volte di individuare il metodo utile per salvare dalla corruzione e dal
peccato tante giovanette che aveva occasione di conoscere e di avvicinare
durante il suo ministero parrocchiale. In particolar modo, il suo zelo mirava
a salvare la gioventù operaia, a quei tempi la più esposta
ai pericoli e la più insidiata. Il suo cuore di pastore non tollerava
vedere quelle giovani anime nelle sartorie e per le campagne, a contatto
con ogni sorta di persone e di diverso sesso, e così decise di avviare
un laboratorio ove potessero essere educate cristianamente e contemporaneamente
apprendere un lavoro. Insieme a questo disegno, contemplava un altro ideale
assai alto e sublime: l’ispirazione a condurre un certo numero di
anime ad un’alta perfezione, formandole ad una vita eucaristica intensa
e di grande apostolato, riunite in una Comunità cui avrebbe dato
nome e costituzioni proprie.
Dopo aver molto pregato e sofferto, e dopo aver riscontrato in parecchie
anime da lui dirette gli stessi sentimenti e i suoi stessi desideri, intuì
che quelle ispirazioni provenivano da un progetto divino. Senza più
esitare decise di dare inizio all’opera che il Signore già
andava preparando in quelle anime: il 21 maggio 1917 volle riunirle per
la prima volta, in cinque, per comunicare loro il suo disegno. Assicuratosi
della loro generosa adesione e prontezza di andare anche incontro alla morte
per il raggiungimento del nobile ideale, propose e volle che fin da quel
momento si desse inizio ad una piccola famiglia religiosa, pur restando
ancora ciascuna nella propria famiglia, nominandone però la Superiora.
Da tutte volle la promessa che avrebbero usato ogni mezzo per ottenere al
più presto il consenso dei propri genitori, per poter cominciare,
in una casa provvisoria, la loro vita comune. Ed essendo due di loro prive
dei genitori, e quindi libere, si dichiararono pronte fin da quel momento
ad abbandonare la propria casa per dedicarsi alla nuova opera. Fu così
deciso di avviare subito le pratiche per trovare una casa ove poter riunire
la nascente Comunità, e sottoporre l’intero progetto al vescovo
diocesano Giovanni Sodo.
Ottenutone il consenso, il 4 agosto 1917 fu aperta la nuova casa, di fitto,
composta da due appartamenti, uno per la piccola Comunità e l’altro
per il laboratorio. L’istituzione del laboratorio fu efficace in quanto
grande fu il concorso delle giovanette e grandi altresì furono i
vantaggi che se ne ebbero: molte giovanette furono salvate e parecchie indossarono
l’abito religioso con grande soddisfazione degli Istituti che le ammisero
fra le proprie novizie. La nascente Comunità era formata agli inizi
da tre anime pie. Il 25 novembre 1917, mons. Palladino istituì nella
parrocchia di San Domenico la Fraternità Domenicana, e le prime ad
essere ricevute furono le tre signorine riunite nella novella comunità,
insieme alle altre aspiranti. E perché potessero subito osservare
una regola già approvata, l’11 dicembre seguente furono subito
ammesse alla professione. Una delle signorine rimaste in famiglia, trovandosi
a letto per grave malattia, ebbe la possibilità di essere ammessa
alla vestizione e alla professione contemporaneamente. Alle tre consorelle
già riunite si unirono in seguito altre cinque terziarie.
Mons. Palladino si dedicò alla nascente Comunità con tutte
le sue energie, con ogni sacrificio personale, sostenendo lotte e difficoltà
da parte dei nemici, sopportando dicerie, decisioni e calunnie. Le regole
fornite da mons. Palladino, volta per volta, erano basate sullo spirito
di una grande ed austera penitenza interiore ed esteriore e sullo spirito
di orazione: recita quotidiana dell’Ufficio del SS. Sacramento, e
più tardi, quando il 27 dicembre 1918 fu loro concesso di conservare
nella propria cappella il SS. Sacramento, ciascuna compiva, ogni giorno,
un’ora di adorazione, e una volta al mese la veglia eucaristica con
l’esposizione solenne e la celebrazione della Santa Messa durante
la notte. Le opere di cui esse si occupavano riguardavano l’insegnamento
del catechismo in parrocchia, il laboratorio per le giovanette operaie e
l’asilo per i bambini del popolo. La possibilità di conservare
nella nuova cappella la Sacre Specie fu il segno che permise a mons. Palladino
di procedere nel suo progetto, tracciando le Costituzioni per la nuova Congregazione.
Le pratiche avviate presso la Sacra Congregazione dei Religiosi ottennero
esito negativo. Per questo, mons. Palladino si recò a Roma nell’intento
di individuare qualche ordine religioso che fosse più conforme alle
sue aspirazioni, ma dopo vari tentativi presso alcuni istituti, riusciti
vani, intuì, dietro consiglio, di aprire una Casa di Suore Terziarie
Regolari, alle quali, oltre alla Regola Domenicana, far osservare le proprie
Costituzioni, obiettivo che gli sarebbe stato accordato senza alcuna difficoltà.
Accettò con piacere la proposta, anche se provava una certa difficoltà
nel doversi legare ad una congregazione già esistente. Tornato da
Roma, smise momentaneamente l’idea perché non riusciva ad ottenere
una casa propria, condizione questa imposta dal vescovo per l’erezione
canonica. Lasciò libere le giovani già riunite di ritirarsi
in qualche altro monastero, cosa questa che gli procurò vivo dolore,
ma che lo uniformò alla volontà divina.
Passarono diversi anni di silenzio ed in questo tempo, però, il Laboratorio
e l’Asilo per il popolo continuarono la loro vita, mercé l’assistenza
di alcune fra le Terziarie che offrirono spontaneamente la loro opera. Ma
mons. Palladino non era pago: voleva a qualunque costo rendere stabile questa
istituzione, sia col procurarle una casa propria, sia affidandola a persone
religiose che ne assumessero la direzione e la responsabilità. E
fu per questo che, pur non disponendo di mezzi finanziari, confidando pienamente
nella divina provvidenza e col consenso del vescovo Sodo, il 3 settembre
1921 avviò l’ardua impresa della costruzione di una casa, utile
per lo scopo della nuova Congregazione, ma anche per offrire un ricovero
sicuro all’infanzia abbandonata. Annessa alla casa volle pure edificare
una chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, dalla quale in seguito
prese la denominazione l’intera Opera Pia. Lo scopo principale della
nuova istituzione fu di offrire al rione Cittadella, appartenente alla parrocchia
di San Domenico, ma distante dalla chiesa, un centro di redenzione, di moralità
e di civiltà. Le oblazioni dei fedeli non mancarono, ma non mancarono
neanche le insidie e gli ostacoli dei nemici, che cercarono di impedire
l’attuazione del progetto. Posa della prima pietra della Pia Opera del Buon Consiglio
Mons. Palladino non si scoraggiò, né si perdette d’animo,
e fra le numerose difficoltà, proseguì nel nome del Signore,
confortato dall’appoggio e dalla benevolenza del buon vescovo Sodo,
il quale ben vedeva i frutti copiosi della divina Grazia che si sarebbero
ottenuti mediante la nuova opera. In poco tempo furono ultimati i locali
a pianterreno e subito furono adibiti allo scopo preposto. Fra tanto lavoro,
mons. Palladino si dedicava alla formazione di alcune anime, legandole allo
spirito di completa abnegazione, per ben disporle alla vita religiosa che
avrebbero abbracciato non appena ultimata la casa destinata ad accoglierle.
Egli aveva ormai deciso di fondare un Istituto di Suore Terziarie Domenicane,
che avrebbe avviato con le anime da lui dirette, allo scopo di veder eseguito
nelle opere e nello spirito, il programma da lui stesso tracciato. Cappella dell'Istituto San Domenico
Nel 1923 espose il suo pensiero più concreto ad alcune sue fedeli
che vi aderirono pienamente, stendendo, dietro suo consiglio, l’atto
di rinunzia della propria volontà e di quanto esse possedevano, impegnandosi
inoltre a cooperare, con tutte le proprie forze, all’attuazione di
un sì nobile ideale. E perché avessero potuto svolgere meglio
la loro azione per l’incremento spirituale e materiale dell’Opera
Pia, tre di esse ne ebbero la direzione ed amministrazione con incarichi
speciali: la prima di Presidente, le altre due di Segretaria e Cassiera,
formarono una commissione alle dipendenze di mons. Palladino. Fra le prove
e le difficoltà, assistite visibilmente dalla Divina Provvidenza,
proseguirono nella difficile impresa. Per la costruzione di una nuova chiesa al Rione Cittadella, a firma di Don Antonio Palldino
La salute di mons. Palladino, intanto, a causa dell’estenuante lavoro
e per le varie contrarietà incontrate nella sua vita di intenso apostolato,
incominciava a deperire, e nel novembre del 1924 fu costretto a mettersi
a letto a causa di un male gravissimo mai definito dalla scienza, per cui
non gli si potettero apprestare i rimedi opportuni. Durante la malattia,
nonostante i continui accessi di febbre e le continue sofferenze, egli non
cessò di dirigere la sua Opera Pia, e di assistere, coi suoi sapienti
consigli, coloro che lavoravano con lui. Non dimenticò un solo istante
la sua Opera, né la Parrocchia. Dopo un anno e mezzo di sofferenze
e di dolori acerbissimi, con inalterabile pazienza e rassegnazione, il 15
maggio 1926, mons. Antonio Palladino volò al cielo a godersi il premio
delle sue fatiche. Alcuni giorni prima di morire, volle vicino a sé
quelle anime elette, alle quali raccomandò l’Opera Pia, incoraggiandole
con la sua parola piena di zelo, a non perdersi d’animo nelle difficoltà.
La vigilia della sua morte le benedisse tutte per l’ultima volta,
esprimendo la sua volontà di essere vestito, dopo morto, con l’abito
domenicano. Bozzetto per lo stendardo del Terz'Ordine Domenicano
Dopo la morte di mons. Palladino quelle pie anime, forti nell’impegno
sacro e pienamente fiduciose nella Divina Provvidenza, continuarono a lavorare
con zelo per l’Opera tanto amata. Anche il vescovo prese molto a cuore
l’Opera, anzi la fece sua, assumendosene tutti i pesi e tutte le responsabilità:
volle che la volontà del fondatore fosse eseguita fin nei più
minuti particolari, confermando ciascuna delle signorine incaricate nell’ufficio
che loro era stato affidato. Diciotto giorni prima della morte di mons.
Palladino, la Presidente della Commissione perdette l’amatissimo suo
padre; quantunque così fortemente provata, ella vide in questa una
divina disposizione che la spingeva a dedicarsi interamente all’opera
avviata. Appena libera dagli affari di famiglia ed in possesso della eredità
paterna, si mise a completa disposizione del vescovo per quanto riguardava
l’Opera. A questa si unì una sorella, la quale, allo scopo
di effettuare e facilitare l’attuazione degli ideali di mons. Palladino,
offrì all’Opera Pia, per le mani del vescovo, un fabbricato
di sua proprietà, giacché in quello annesso alla Chiesa del
Buon Consiglio, non era possibile potervi sistemare le suore, essendo ancora
incompleto. Istituto Vasciaveo. Il vescovo approvò la proposta e, recatosi a Roma dai padri domenicani,
ottenne dal Procuratore Generale, in quanto era assente il Padre Generale,
la facoltà di aprire una casa di suore in Cerignola. Tornato da Roma,
volle che subito si unissero alle due sorelle, le altre signorine che avessero
ottenuto il consenso dei loro genitori: in tutto furono sette. Il 17 settembre
1927 la piccola Comunità cominciò il suo apostolato, ottenendo
così l’approvazione diocesana: fu benedetta la cappella dove
il vescovo Sodo celebrò la Santa Messa e a cui concesse il privilegio
di conservare il SS. Sacramento. Per un mese, quelle anime cercarono di
disporsi con la preghiera e nel raccoglimento alla vestizione, mentre si
esercitavano nelle pratiche della vita comune. Il 19 ottobre il vescovo,
vedendole ben disposte, dopo averle preparate con un ritiro spirituale,
ne ammise due alla vestizione, quattro alla vestizione e professione, e
una sola, molto giovane, la lasciò postulante: la nuova congregazione
assunse il nome di Suore Domenicane del SS. Sacramento. Contemporaneamente
nella medesima casa fu aperto un istituto intitolato a San Domenico, con
asilo, scuole e laboratorio, e le novelle suore si dedicarono così
ad una vita di apostolato, che non disgiunsero però dalla vita di
orazione. Istituto Vasciaveo (ingresso) Le Suore Domenicane del SS. Sacramento, oltre alle
preghiere comuni , alla meditazione, alla lettura spirituale, alla
visita al SS. Sacramento, con la Santa Comunione, quotidianamente recitavano
l’Ufficio del SS. Sacramento. Appena dopo un mese dalla vestizione,
la superiora con un’altra suora e la probanda si recarono, su disposizione
del vescovo, nella cittadina di Ascoli Satriano, per sostenere un Orfanotrofio femminile, fondato alcuni anni prima dal defunto don Paolo Sannella. Questo sacerdote, intimo amico di mons. Palladino,
aveva, con grandi sacrifici, aperto l’Orfanotrofio, superando varie difficoltà; aveva fondato
in Ascoli un Istituto per orfane di guerra, affidando provvisoriamente le
prime orfane, ivi raccolte, a due pie persone, ma confidando nell’aiuto
delle Suore Domenicane. Saputo che mons. Palladino, di cui aveva grande
stima e venerazione, ideava la fondazione di una Casa religiosa di Terziarie Domenicane in Cerignola, espresse la sua preferenza per queste future suore.
Ma la morte lo colpì prima di poter vedere attuato questo disegno,
ed il vescovo, che aveva ricevuto l’orfanotrofio con grande benevolenza,
volle che fosse subito eseguita la volontà del fondatore. Senza esitazione
inviò le novelle suore dell’ Istituto San Domenico di Cerignolaa compiere la loro missione presso quelle orfanelle,
dando loro facoltà di svolgere altre opere di apostolato, le più
opportune. B.V.M. del Buon Consiglio
Così la nuova famiglia religiosa cominciò a vivere ed operare
inizialmente in due case: una in Cerignola, l’Istituto San Domenico,
e l’altra in Ascoli Satriano, l’Orfanotrofio del SS. Rosario di Pompei. Una terza casa fu installata a Cerignola, secondo
il desiderio di mons. Palladino la Casa Madre, nei nuovi locali dell’Opera Pia del Buon
Consiglio, appena furono completati i locali. Condotta dalla Provvidenza
la Congregazione andò prendendo forma, sempre sorretta dalla guida
saggia e paterna dei vari vescovi del tempo. Ufficialmente fu riconosciuta
con Decreto di Erezione del vescovo Sodo, decreto approvato dalla Sacra Congregazione dei Religiosi il 4 luglio 1929, adottando la Regola di Sant’Agostino osservata da tutto l’Ordine Domenicano Inizialmente come Costituzioni proprie dell’Istituto
furono considerate le direttive impartite dal fondatore dell’ordine
mons. Antonio Palladino, espresse e regolate dalla voce dell’ubbidienza,
e con la fraterna assistenza e gli insegnamenti deiPadri Domenicani. Terminata l’accurata compilazione delle prime
Costituzioni, esse furono sottoposte alle revisione del Rev.mo P. Maestro
Generale, il quale trovatele conformi allo spirito domenicano, concesse
all’Istituto il Decreto di affiliazione all’Ordine il 30 maggio
1955. Pia Opera del Buon Consiglio
Tali Costituzioni furono presentate alla Sede Apostolica nel 1960 che, dopo un attento esame del testo e
dei relativi documenti, il 28 dicembre 1962 concedeva alla Congregazione
il “Pro Decreto” di riconoscimento e l’approvazione delle
Costituzioni. Il 9 giugno 1977 la Sacra Congregazione per i Religiosi e
gli Istituti Secolari costituì la Congregazione delle Suore Domenicane
del SS. Sacramento in Istituto di Diritto Pontificio. Il nuovo testo delle
Costituzioni, nella sua attuale stesura, è stato frutto di un lavoro
lungo e impegnativo iniziato nel 1969, anno in cui la Congregazione, in
ossequio alle direttive della Chiesa, si impegnò a rinnovare il suo
codice fondamentale con il Capitolo Speciale, i cui Atti, contenuti nel
libro delle modifiche, costituirono un’ottima base di riflessione
per la revisione radicale delle Costituzioni. A questo lavoro hanno collaborato
tutti i membri dell’Istituto con la preghiera, le risposte ai questionari,
la libera scelta delle Capitolari per il Capitolo Generale, celebrato nel
1981-82 in due sessioni per lo studio e l’approvazione dello stesso.
Il 20 marzo 1982 il testo definitivo fu presentato alla Sacra Congregazione
per i Religiosi e gli Istituti Secolari e veniva approvato il 19 gennaio
1984, quarantatreesimo anniversario della nascita al cielo della venerata
fondatrice Madre Tarcisia Vasciaveo. Istituto Vasciaveo Altare della Pia Opera del Buon Consiglio
Madre Tarcisia di Gesù in Sacramento, al
secolo Ripalta Vasciaveo (1896-1941), è stata la realizzatrice del
carisma del Servo di Dio mons. Antonio Palladino (1881-1926), suo padre
spirituale. Dopo la morte di lui compì l’ispirazione di una
nuova famiglia religiosa che radunò sotto le insegne del Terz’Ordine
Regolare dei Predicatori. Nacque così, il 19 ottobre 1927, la Congregazione
delle Suore Domenicane del SS. Sacramento, per la quale la Madre Tarcisia
offrì la sua vita in olocausto al Signore, consumando la sua giovane
esistenza al servizio degli ultimi. Morì a soli 44 anni il 19 gennaio
1941 in concetto di santità. Oggi le sue reliquie sono riposte in
un sepolcro appositamente realizzato nella Chiesa dell’Opera Pia Buon
Consiglio, monumento tangibile della venerazione delle sue figlie nella
religione. Dalla Cronistoria della Congregazione: «L’educazione della gioventù , per mezzo di asili infantili, scuole, laboratori, educandati,
orfanotrofi, offre alla Congregazione il più vasto campo
di apostolato, avendo di mira specialmente i piccoli centri: borgate, villaggi
che facilmente sfuggono alle grandi istituzioni» Attualmente, le suore
domenicane della Congregazione del SS. Sacramento, sparse ormai in vari
luoghi, anche all’estero, e con diverse mansioni, tutte coordinate all’unica
finalità di questo nuovo ramo domenicano, sono le custodi gelose
di quell’eredità e sono coscienti di essere nuova energia che
ci fa guardare al futuro con più viva speranza. Il Libro delle Costituzioni
al n. 1 presenta così la “finalità operativa”
che la Congregazione si prefigge: «l’impegno di apostolato,
incentrato sul mistero dell’Eucarestia e sulla irradiazione della
carità, particolarmente testimoniata attraverso le attività educative, catechetiche e assistenziali»
(LCC, n. 1). Istituti e case della Congregazione sparse nel mondo
Italia Istituto “S. Maria di Lourdes” - Roma Villa “M. Tarcisia” - Roma Istituto “Vasciaveo” - Cerignola (Fg) Istituto “San Vincenzo” - Cerignola
(Fg) Pia Opera “Buon Consiglio” - Cerignola
(Fg) Istituto “S. Tarcisio” - Orta Nova (Fg) Istituto “Pompei” - Ascoli Satriano
(Fg) Istituto “S. Rosario” - Foggia Istituto “Regina Pacis” - Tricase (Le) Asilo Duchessa “Di Somma” - Circello
(Bn) Istituto “S. Giustino” - Porto di Mezzo
- Lastra a Signa (Fi) Istituto “S. Renato” - Moiano di Vico
Equense (Na)
Brasile Casa di formazione “São José”
- São Paulo (Brasile) Bersario e Recreacão “Doce Infancia”
- São Paulo (Brasile) Casa do Menor “Alegria e Esperança”
- Embu daš Artes - São Paulo (Brasile) Casa de Acolhida “Dom Antonio Palladino”
Catalão - GO (Brasile)
«La Casa di Accoglienza per Minori “P. Palladino”, in
Catalao, Goias, dove approdò la prima comunità nel
1983, continua ad accogliere con amore i bimbi abbandonati e, chiunque bussa
alla porta, riceve sempre amorosa accoglienza dalle nostre Suore»
(La nostra vita Missionaria in Brasile si estende, in Suore Domenicane del
SS. Sacramento. Periodico della Congregazione, (1998) 1, 20).
«La casa di formazione “S. José” in S. Paolo, diocesi
di Santo Amaro, ha dato già le prime Suore che svolgono attività
pastorali in Parrocchia. Visitano le Favelas del rione e svolgono altresì
attività educative nel “Berçario: cioè asilo
nido”. Accolgono bambini da due mesi a tre anni» (Casa di formazione:
“S. José” in S. Paolo, in Suore Domenicane del SS. Sacramento.
Periodico della Congregazione, (1998) 1, 21).
«I bambini della Scuola Materna “Regina Pacis” in Tricase,
per la Domenica delle Palme, hanno drammatizzato l’ingresso di Gesù
a Gerusalemme, poi hanno fatto la sfilata, tutti con i ramoscelli d’ulivo
in mano, hanno attraversato le strade del nostro rione cantando il Salmo
23. I bambini erano guidati dalle Suore e dalle signorine» (Domenica
delle Palme, in Suore Domenicane del SS. Sacramento. Periodico della Congregazione,
(1998) 1, 27).
«La Rev.ma Madre in data 23 aprile c.a. ha intrapreso un secondo viaggio
in Bangladesh in compagnia di Sr. Renata. Scopo del viaggio: incontrarsi
con le autorità religiose per concretizzare la venuta di altre vocazioni.
Alle tre postulanti Ivorienne: Paolina, Vittoria ed Angela il 13 aprile
c.a. si sono aggiunte altre due aspiranti: Gladis Tao Ninmou e Stephanie
Oulat» (Cammino vocazionale, in Suore Domenicane del SS. Sacramento.
Periodico della Congregazione, (1998) 1, 23). le Figlie di San Paolo, conosciute come suore Paoline , sono una Congregazione di donne consacrate a Dio, nella Chiesa, per laevangelizzazione con i mezzi
della comunicazione sociale. Il nome Paoline esprime una relazione fondamentale con l’Apostolo Paolo, al quale si ispirano la vita, la spiritualità
e la missione della Congregazione. San Paolo, discepolo e apostolo delCristo Risorto, raggiunse una identificazione talmente profonda
con il Cristo da poter affermare: “Non sono più io che vivo; è
Cristo che vive in me…” e questo amore appassionato per Gesù, lo spinse
ad annunciarlo a tutti i popoli,
senza risparmio di energie e fatiche. Sulle orme di San Paolo e con il medesimo spirito
le Paoline dedicano tutte le loro energie per VIVERE E COMUNICARE Gesù Cristo nell’areopago della comunicazione.